La genuinità italiana ♨♨♨♨

Nome: Osteria del Tempo Perso

Località: 208, Bruntsfield place, Edimburgo EH10 4DE, Scozia

Telefono: +44 131 221 1777

Sito Web: http://www.osteriadeltempoperso.co.uk



Bruschette miste
Se siete in viaggio ad Edimburgo o semplicemente vi siete trasferiti in questa splendida città, ma vi manca il sapore della vostra amata cucina italiana, l'Osteria del Tempo Perso è il ristorante giusto per voi.
Aperto da pochi mesi, ha già conquistati i residenti e gli italiani di passaggio, come la sottoscritta!
Ho avuto occasione di passare una splendida serata all'insegna della genuinità italiana insieme ad amici della mia English School.
Essendo l'unica nativa, ho cercato di consigliare e abbiamo deciso di fare un assaggio di bruschette e affettati con formaggio per iniziare. Le bruschette erano una favola, in particolare quella con cipolle caramellate e formaggio di capra ha fatto impazzire tutti quanti.
Abbiamo quindi optato per un main dish a testa. Molti di noi hanno voluto assaggiare le pappardelle fatte in casa con porcini freschi, mentre altri hanno deciso per la lasagna della mamma.
E' proprio vero che quando si mangia il vero buon cibo italiano, non importa dove, l'espressione del nostro volto cambia ed è quello che è successo a me. Nell'addentare quelle favolose pappardelle mi si è illuminato il viso e i miei amici non hanno aspettato per farmelo presente.
Complimenti a Matteo, è stato un piacere scambiare quattro chiacchiere e spero proprio che l'Osteria del Tempo Perso riceva l'attenzione che merita!



Qualità/prezzo: ♨♨♨♨
Atmosfera: ♨♨♨♨♨
Servizi: ♨♨♨♨
Cibo: ♨♨♨♨


Misto di affettati e formaggi
Lasagne della Mamma
Pappardelle caserecce con porcini freschi

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Caseificio Di Taranto Giuseppe, L'ARTE CASEARIA LUCANA


La pasta da mozzarella si impasta a 35°C, si aggiunge il sale e viene subito lavorata.
La scamorza, invece, necessita di una temperatura di qualche grado più alta (circa 38°C) e non presenta sale nell'impasto che, in questo caso, riposerà per 3 ore prima di prendere forma ed essere immerso in salamoia.
Potrei continuare dicendovi che lo yogurt viene pastorizzato a 95°C, poi a 42°C si aggiungono i fermenti e necessita di 3 ore per la coagulazione.
Tuttavia, per quanto la lavorazione delle singole preparazioni casearie sia affascinante e coinvolgente, ciò su cui vorrei soffermarmi è la passione e la professionalità con cui Giuseppe gestisce il suo punto vendita di latticini a Scanzano Jonico (MT), inaugurato circa due anni fa.


Insieme alla moglie, ai due figli e a Federica (una giovane ragazza, fidanzata del maggiore), Giuseppe ha deciso di avere un posto tutto suo, dopo più di 20 anni di esperienza nel campo caseario.
Giuseppe è attento ad ogni piccolo dettaglio: il latte proviene da un allevamento nelle vicinanze del paese (quindi 100% italiano, una caratteristica da non sottovalutare oggigiorno), il laboratorio nel retro del negozio è pulito e lindo, dispongono di un camioncino per le consegne a domicilio e una cella frigorifera ricolma di scamorze e formaggi vaccini.



Tutta quanta la famiglia Di Taranto è stata cordiale e calorosa nell'accogliermi nel loro mondo. 
Mi hanno mostrato, raccontato e fatto assaggiare le loro prelibatezze (non dimenticherò il gusto e la consistenza unica della mozzarella calda, ancor prima di diventare uno splendido nodino).
Ogni giorno il caseificio di Giuseppe produce 700 L  di mozzarelle, 300 L di scamorze e 500 L di siero, usato ad esempio per le ricotte.


Il mestiere del casaro è duro e faticoso: sveglia presto (si entra in laboratorio alle 4), vendita diretta ai clienti fino alla chiusura pomeridiana e di nuovo con le mani in pasta (e latte) fino a sera. 
Se si pensa che sempre più spesso sentiamo parlare di prodotti italiani contraffatti ed imitati malamente (il famoso fenomeno dell' "Italian Sounding"), è facile capire che professioni come quella di Giuseppe sono un vero tesoro e vanno salvaguardate attentamente. 
In che modo?


Certo, le autorità di competenza e il governo hanno le loro responsabilità, ma non ci è dato sapere quando l'Italia sarà davvero difesa nel modo in cui merita; per questo motivo è il consumatore che DEVE scendere in prima linea e capire quanto il suo piccolo contributo sia ESSENZIALE per la sopravvivenza dei nostri prodotti. 

In conclusione: cercate innanzitutto di prediligere i piccoli negozi di quartiere che hanno sempre più difficoltà nella loro attività e, qualora decidiate di optare una spesa al supermercato, spendete 15 minuti in più per scegliere prodotti di provenienza italiana, dalla frutta, alla verdura, al latte e i suoi derivati, alla carne e pesce.


Il futuro dell'Italia, dei nostri prodotti, così come del caseificio Di Taranto Giuseppe, risiede nelle nostre scelte, quelle del consumatore.

A Giuseppe auguro un futuro luminoso e ricco di soddisfazioni e che possa presto inaugurare il suo punto degustazione di prodotti lucani.


P.S. per le altre foto dei prodotti del caseificio Di Taranto Giuseppe, visita la fanpage di Facebook!
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Freschezze ittiche ♨♨♨♨

Nome: Ragno Verde


Località: S.S. 106 Km 427+150, Località Madonnelle, 75025 Policoro (MT)

Telefono: 0835-980885


Il ristorante è parte dell'hotel Hermes, ma è aperto al pubblico.
È stata la prima volta, nonostante siano ormai 23 estati che passo le vacanze nella zona del Metapontino.
Ci siamo fatti consigliare dalla cameriera e abbiamo optato per degli assaggi in comune: due pizze durante l'attesa del primo, a mio parere davvero buone. Non abbiamo tutti gli stessi gusti in fatto di pizza, ma se amate la pasta un po' altina e panosa, vi piacerà.
Arriva la prima portata, un vassoio di paccheri con astici fresche: tovagliolo al collo, "La grande abbuffata" ha avuto inizio ed è finita con la scarpetta dal vassoio comune!
Abbiamo proseguito con un fritto misto (ottimi i polipetti e le alici) e un rombo con patate: davvero super soddisfacenti entrambe le portate!
Ho apprezzato il fatto che ci abbiano portato astici e rombo al tavolo prima di essere cucinati.
Rapporto qualità-prezzo onestissimo per l'abbondanza delle portate e la qualità.
Torneremo sicuramente!

Qualità/prezzo: ♨♨♨♨
Atmosfera: ♨♨♨
Servizi: ♨♨♨♨
Cibo: ♨♨♨♨♨










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Bravi con il mare ♨♨♨♨

Nome: Il Rustico

Località: Via XXV Aprile, 1/R, Albinea Reggio nell'Emilia

Telefono:  0522 597555



Insalata di farro con calamari e gamberi

Ho pranzato presso Il Rustico sabato scorso. 
Su consiglio di un amico, abbiamo subito provato alcuni antipasti (12€ l'uno). Impiattamento elegante e quantità giusta. Personalmente amo il pesce cucinato con metodi semplici, perché quando la materia prima è fresca, la si assapora al meglio. Quindi, per quanto abbia apprezzato le 4 portate di antipasti di mare, le consiglio agli amanti del "mare e monti". La proprietaria ci ha dunque elencato le tipologie di pesce e crostacei freschi a disposizione: davvero un'ampia scelta. Gli antipasti erano stati abbondanti, quindi abbiamo voluto assaggiare una semplice sogliola alla griglia insieme a 4 scampi, il tutto servito con delle ottime patate arrosto: magnifica portata e il sapore di mare era unico. 
Il prezzo è medio, ma certamente onesto per la qualità degli ingredienti (15€ i primi di pesce e 25€ i secondi). Nel complesso è stato un pranzo delizioso e molto apprezzato!



Qualità/prezzo: ♨♨♨♨
Atmosfera: ♨♨♨
Servizi: ♨♨♨
Cibo: ♨♨♨♨


Polpettine di scampi e punte di asparagi
Scampi e sogliola alla griglia con patate arrosto
Sformatino di melanzane con calamari
Vellutata di ceci con polpettine di branzino

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Una piacevole serata ♨♨♨♨

Nome: Osteria Com'una Volta

Località: Viale Giuseppe Galliano, 6, Riccione Rimini

Telefono: 0541 605800

Fritto misto dell'Adriatico

Weekend a Riccione con le amiche.
Avevamo voglia di mangiare del buon pesce, lontano dai soliti locali turistici con prezzi alti e cibo di bassa qualità.
L'osteria Com'una volta è stata una splendida scoperta.
Piatti davvero abbondanti e saporitissimi. Le tagliatelle erano squisite e il pesce freschissimo.
Un fritto ricco di calamari, pesciolini dell'Adriatico e verdurine. Mezzo litro di vino rosso e mezzo di bianco, acqua e caffè: solo 14 € a testa.
Il servizio sempre attento e cordiale. Atmosfera casereccia e per nulla pretenziosa.
Da riprovare, soprattutto per assaggiare i passatelli ai frutti di mare (piatto tipico della Romagna).
Siamo uscite tutte soddisfatte per questa deliziosa cena, complimenti!

Qualità/prezzo: ♨♨♨♨
Atmosfera: ♨♨♨♨
Servizi: ♨♨♨♨
Cibo: ♨♨♨♨

Tagliatelle con vongole

Tagliolini ai frutti di mare

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Gusto in Scena, l'VIII edizione dell'evento enogastronomico veneziano

Si è appena conclusa l'ottava edizione di Gusto in Scena, tenutasi come ogni anno tra le splendide mura del complesso architettonico della Scuola Grande San Giovanni Evangelista, Venezia.



Il progetto lanciato quest'anno è stato "La Cucina del Senza", ne sono un esempio i formaggi biologici senza sale della latteria Perenzin.



L'evento è durato 3 giorni (dal 16 al 18 Marzo) ed era articolato in tre diversi momenti enogastronomici:
- Chef in Concerto, il congresso di Alta Cucina;
- I Magnifici Vini, degustazione di più di duecento vini provenienti da cantine selezionate per motivi storico-culturali e qualitativi;
- Seduzione di Gola: numerosi banchi d'assaggio di eccellenze gastronomiche italiane;




Ovviamente, da reggiana DOC quale sono, il primo assaggio è stato al banco del Parmigiano Reggiano. Quattro diverse stagionature, da quella da pasteggio (14 mesi) sino ad una di 50 mesi.
E' bene sapere che ci sono anche forme dalla stagionatura più lunga (100 mesi e più), ma la loro reperibilità in commercio è limitata e, in questo caso, la forma più matura proveniva da un casaro delle colline di Langhirano (PR).
Voi sapete come si degusta il Parmigiano Reggiano?
Prendete la scaglia, spezzatela a metà, assaporatene gli odori e a questo punto addentate. Più è giovane e più necessiterà di tempo per sciogliersi in bocca, più è stagionato e più sentirete sapori di frutta secca. 




Numerosi banchi esibivano prodotti provenienti da presìdi Slow Food: ricette e produzioni con radici profonde nella tradizione italiana rischiavano di andar perdute, ma qualcuno ha deciso di proteggerle e farle conoscere.
Il Pan di Sorc, da Gemona (UD), è un pane dolce prodotto con un tipo di mais che si raccoglie dopo solo 50 giorni, la sua ricetta rischiava di scomparire assieme ai più anziani di quelle terre. 



O ancora, l'Asiago stravecchio stava per perdersi assieme alle Malghe, costruzioni tipiche della montagna, usate nel periodo estivo per il ricovero del bestiame e la produzione di questo formaggio. Perché una buona forma di Asiago venga catalogato come "stravecchio" necessita di 18 mesi di stagionatura e molti malgari preferivano vendere le loro forme prima del tempo. Oggi le malghe ancora attive sono più di sessanta e hanno creato un regolamento interno per proteggere il loro prodotto caseario.



Gli assaggi si sono alternati, poi, tra olio d'oliva pugliese e genovese da olive 100% taggiasche. 
Il banco dell'azienda Agrimontana (CN) con le sua frutta candita sotto sciroppo è stato una piacevolissima sorpresa. Le loro albicocche sciroppate ancora con il nocciolo erano qualcosa di indescrivibile, anzi, immaginatevi un'albicocca fra le più dolci dal sapore di amaretto.



Dopo esserci soffermate al banco del culatello e del lardo di Parma, sia per assaporare i succulenti e grassi prodotti suini che per fare qualche chiacchiera con i giovani espositori, ci siamo dirette al secondo piano dell'edificio, dedicato ai vini.



Non conosco bene i vini, ma amo berli (non datemi dell'ubriacona, eh!), soprattutto i rossi. In questa bellissima sala veneziana le proposte erano numerose e seguendo le orme della mia professoressa (Kimura San), ci siamo addentrate nel mondo di Bacco. Rossi piemontesi, abruzzesi, veneti, toscani.



Inebriate dai fumi di magnifici vini italiani, abbiamo fatto break con qualche mestolo di risotto alla parmigiana. 
Ritorniamo dunque ai nostri "doveri", proseguendo negli assaggi e nei conseguenti "sprechi", come li chiamo io. Infatti, come gli intenditori sapranno bene, in una giornata dedicata all'enologia sarebbe impossibile assaggiare tutti i prodotti  senza ritrovarsi a camminare a carponi. Non c'è altro modo che svuotare il bicchiere (e non intendo "all'alpina").



Il nostro tour enogastronomico sta volgendo alla fine, salutiamo il banco del Parmigiano Reggiano e notiamo con piacere che le forme sono praticamente vuote.
Un buon segno per l'enogastronomia Made in Italy.


Per vedere tutte le foto dell'evento, visitate la pagina Facebook: Il Cibo delle Coccole Fanpage

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