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Serendipity: il piacere di lasciarsi stupire con #foodfest17



Il termine "serendipity" viene usato soprattutto nella lingua anglosassone, ma altro non è che la sensazione di quando trovi qualcosa di imprevisto, piacevole e importante, cercando altro. Ed è quello che mi è successo durante il press tour "Obiettivo Sapore" organizzato dal Festival del Giornalismo Alimentare

Infatti, è stato molto più di un semplice press tour dedicato all’assaggio di alcuni prodotti tipici e a un breve workshop sullo scatto food.
E’ stata un’occasione per conoscere alcuni piccoli produttori di eccellenze italiane, da quelle più tradizionali e rare, come la ricotta Seirass, al nuovo concetto di succo di frutta raccontata dal giovane fondatore di Suqqo. E’ stata una giornata di apprendimento, di gusto e di scoperte inaspettate. Ma iniziamo per gradi.

 Grazie al Festival del Giornalismo Alimentare, giunto alla sua seconda edizione, lo scorso sabato 25 febbraio, alcuni mediatori dell’informazione (giornalisti, blogger, youtuber) hanno partecipato ad uno dei tanti press tour organizzati dal festival. La scelta non è stata per nulla facile, ma quando ho letto che la giornata si sarebbe divisa tra L’Angolo dei Sapori di Torino, bottega gastronomica storica che da oltre 20 anni fornisce il capoluogo sabaudo con prodotti freschi di qualità, e un workshop Nikon sulla #foodphotography, non ho aspettato oltre e mi sono subito iscritta.

All’Angolo dei Sapori di Torino, siamo stati accolti da un arcobaleno di colori e di profumi, e da un’atmosfera calorosa, tra sorrisi e gentilezze. Qua abbiamo incontrato produttori locali e nazionali, assaggiando alcune loro specialità: Alessandro Ravarino del birrificio Leumann di Collegno, Giovanni Testa, produttore di riso del novarese che ci ha raccontato l’unicità del suo riso Baldo riserva (lasciato fermentare 12 mesi dopo la raccolta), il giovane Edoardo di Suqqo (succhi di solo frutta e verdura, niente acqua, niente conservanti o coloranti), la ricotta piemontese Seirass (seirass sinifica proprio siero in dialetto e sta ad indicare quanto sia la scelta di questo ingrediente a fare la differenza), dai sapori dolci di una volta, del Caseificio Stella Alpina, lo zafferano di qualità superiore coltivato dall’Azienda agricola La Lumaca (allevatori di lumache) di Montalto di Roero e il Prosecco di Valdobbiadene dell’Azienda vitivinicola Andreola. Come sempre succede quando ci si diverte e ci si ritrova nel proprio habitat naturale (quello degli study trip UniSG style), il tempo vola. Le domande che vorrei fare ai produttori, con il risotto allo zafferano in una mano e un calice di Prosecco nell’altra, sono troppe; mentre salutiamo e ringraziamo l’incredibile e appassionato staff dell’Angolo dei Sapori, ognuno di noi sceglie un ingrediente offerto dal negozio, pronti per dirigerci alla Cookin’ Factory dove ci aspetta la chef Claudia Fraschini.


Claudia ci dà il benvenuto nella sua “umile” dimora con un sorriso luminoso e coinvolgente. La sua scuola di cucina è un open space a tutti gli effetti, dove non solo è possibile apprendere i segreti della cucina, ma anche organizzare feste, cene e brunch, senza barriere di alcun genere: corsi di cucina per bambini, dai 3 anni in poi, e un’architettura studiata perché sia accessibile anche ai disabili, che possono così godere di una giornata tra i fornelli in compagnia di Claudia. Dopo aver consegnato a Claudia gli ingredienti scelti poco prima (tutti di terra), ci armiamo delle nostre macchine fotografiche e seguiamo Roberto Bechis, training specialist di Nital, per un workshop sulla food photography. Chiaro, disponibile e appassioanto: Roberto in poco meno di due ore riesce a spiegarci i fondamentali della fotografia che, come un vero e proprio linguaggio, necessita delle sue regole per poter comunicare un messaggio. Insomma, è tutta una questione di diaframma, tempi e ISO, ovvero di trovare la giusta esposizione. Creatività e pratica sono poi le armi segrete per migliorare e trovare il proprio stile.

Un ultimo scatto sotto i riflettori ed ecco che Claudia ci chiama a tavola per scoprire e assaggiare le sue creazioni, preparate con i nostri ingredienti: carpaccio di rapa rossa, con crumble di grissini, pistacchi, toma di pecora e zest d’arancia; frittelle di crema di cavoletti di Bruxelles con acciughe; mono dose di maccherone alla norma (ps: rivoluzionaria la conserva di pomodoro preparata con l’estrattore!); e infine “A bite of Spring”, ovvero il dessert finale realizzato con la ricotta Seirass, gelatina di succo d’uva e acqua di rose, su una base di biscotto. L’ho chiamato così, perché sembrava di assaporare l’aria di primavera. 

Una giornata ricca di sorprese, fino alla fine. Come il Monviso abbracciato dal tramonto, mentre guidavo verso casa in autostrada, così bello e inaspettato che non ho potuto che fermarmi per ammirarlo (senza rischiare la vita).



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